la riserva di Monte Cofano:
la guida completa 2026
UN PAESAGGIO INCONTAMINATO
TRA ROCCIA E MARE
Questa guida raccoglie tutte le informazioni aggiornate per chi vuole conoscere, pianificare e vivere al meglio questo angolo straordinario della provincia di Trapani.
Monte Cofano è uno dei promontori più spettacolari della Sicilia occidentale: un massiccio calcareo di 659 metri che si innalza direttamente dal Tirreno con un profilo triangolare inconfondibile, spesso paragonato a un piccolo Cervino affacciato sul mare. La Riserva Naturale Orientata che lo protegge, istituita nel 1997 e gestita dalla Regione Siciliana, comprende 537,5 ettari di falesie a strapiombo, grotte preistoriche, gariga a palma nana e fondali marini di trasparenza caraibica.
Cos’è la Riserva di Monte Cofano e perché è unica
La Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano è un’area protetta situata tra i comuni di Custonaci e San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani. Istituita con decreto regionale del 25 luglio 1997, si estende per 537,5 ettari suddivisi in 325,5 ettari di zona A (riserva integrale) e 185 ettari di zona B (preriserva). La gestione è affidata al Dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana, sotto la direzione congiunta con la Riserva dello Zingaro.
Il promontorio calcareo-dolomitico si è formato per il sollevamento di depositi marini nel Triassico, tra 250 e 200 milioni di anni fa, ed è ricco di fossili di organismi marini primordiali. La sua natura carbonatica lo rende un paradiso per la speleologia: karren, doline, inghiottitoi in superficie e, nelle profondità, cavità impressionanti come l’Abisso del Purgatorio (circa 200 metri), l’Abisso delle Gole e la Grotta della Clava. La caratteristica forma a cuneo — il nome Cofano deriva dal greco kóphinos, “cesta” — lo rende visibile da decine di chilometri lungo la costa. Da San Vito Lo Capo appare quasi come un’isola staccata dalla terraferma; da Erice, come una prua di nave lanciata verso il Tirreno.
La riserva protegge circa 350 specie vegetali, di cui 19 endemiche, e ospita più di 50 specie di rapaci nidificanti, tra cui l’aquila del Bonelli e il falco pellegrino. Il paesaggio alterna pareti rocciose a strapiombo, calette raggiungibili solo a piedi o in barca, praterie di ampelodesma e la più estesa formazione di palma nana rimasta in Sicilia.
Dodicimila anni di storia: dall’uomo delle caverne ai pirati barbareschi
La presenza umana a Monte Cofano è documentata fin dal Paleolitico Superiore, circa 12.000 anni prima di Cristo. Le numerose grotte del promontorio — Grotta del Crocifisso, Grotta Perciata, Grotta Buffa, Grotta Miceli — hanno restituito utensili in selce, strumenti in osso e resti di fauna estinta come l’Equus hydruntinus e il Cervus elaphus. Le prime esplorazioni sistematiche risalgono al 1870; il paleontologo francese Raymond Vaufrey condusse scavi fondamentali nel 1925, catalogando materiali oggi conservati al Musée de l’Homme di Parigi, al Museo Pepoli e alla Torre di Ligny di Trapani.
L’area rientrava nella sfera culturale degli Elimi, il popolo pre-greco della Sicilia occidentale che gravitava attorno a Erice e Segesta. Sul versante settentrionale di Monte Cofano sono stati rinvenuti frammenti ceramici dal V secolo a.C. al V-VI secolo d.C. e resti murari punico-romani. Sopra la Tonnara, il geologo Gallina ha identificato una cisterna, una scalinata scavata nella roccia, un passaggio sotterraneo segreto e la base di un’ara sacrificale, con ceramiche attribuibili al periodo cartaginese durante la Prima Guerra Punica (264–241 a.C.). Nello scoglio dello Scialandro, di fronte alla Tonnara, sono stati recuperati frammenti di anfore greche e romane: secondo l’archeologo G. Purpura, questo sarebbe il luogo dei leggendari giochi navali di Enea descritti nel V libro dell’Eneide di Virgilio.
In epoca medievale la zona era sotto la giurisdizione di Monte San Giuliano (l’odierna Erice). La Grotta Rumena fu utilizzata come fortificazione durante le incursioni saracene, e sulla cima di Monte Cofano restano i ruderi di un posto di guardia del XV secolo con cisterna annessa. Con il XVI secolo iniziò la grande stagione delle torri costiere e della pesca del tonno, che segnò profondamente l’identità del luogo fino all’Ottocento.
La Torre della Tonnara di Cofano, un unicum architettonico in Sicilia
La Torre della Tonnara di Cofano è il monumento più iconico della riserva e un’eccezione nell’intero patrimonio di architettura militare siciliana. Fu costruita tra il 1556 e il 1560 per volontà di Cosimo del Bosco, che il 25 gennaio 1556 stipulò un contratto di enfiteusi con l’Universitas di Monte San Giuliano davanti al notaio Giacomo Lombardo di Trapani. La torre aveva una doppia funzione: avvistamento delle navi corsare barbaresche e difesa della sottostante tonnara.
L’elemento che la rende unica è la pianta: quadrata stellata con quattro punte e pareti concave, una forma a tronco di piramide che non ha eguali in tutta la Sicilia. Le pareti concave non erano un vezzo estetico ma un accorgimento ingegneristico: servivano a deflettere le palle di cannone sparate dal mare. Le misure parlano di solidità: 17,40 metri da spigolo a spigolo e 2,50 metri di spessore murario alla base. L’unico ingresso — una porta di 2,10 × 1,00 metri — si apre sulla facciata est, verso il mare. Sui muri sono ancora visibili le caditoie, feritoie da cui si versava olio bollente sugli assalitori. All’interno, il piano terra ospita un’unica stanza con volta a botte e un’apertura nel pavimento che conduce a una cisterna scavata nella roccia; il piano superiore è diviso in due ambienti di dimensioni diverse.
L’anno stesso del completamento, nel 1560, la torre fu attaccata e conquistata da corsari di Biserta (Tunisia). Mentre i pescatori erano al largo per la mattanza, una squadra barbaresca sbarcò e catturò 80 persone, riducendole in schiavitù. La torre fu poi acquisita dal demanio regionale nel maggio 2006, restaurata con fondi europei e riaperta al pubblico nell’aprile 2010 come centro visitatori della riserva.
Come arrivare a Monte Cofano: accessi, parcheggi e trasporti
La riserva dispone di tre accessi principali, ciascuno con caratteristiche diverse.
L’ingresso ovest, presso la borgata di Cornino (frazione di Custonaci), è il più comodo e il più utilizzato. Si raggiunge percorrendo la strada provinciale costiera da Trapani (circa 18 km, 25 minuti) oppure da Custonaci scendendo verso la costa per circa 2 km. Il parcheggio è disponibile direttamente vicino alla spiaggia, a pagamento dal 1° maggio al 30 settembre e gratuito nel resto dell’anno. Da qui parte il sentiero costiero.
L’ingresso est, raggiungibile dalla piana di Castelluzzo (frazione di San Vito Lo Capo), porta alla Torre della Tonnara di Cofano attraverso una strada sterrata. Il parcheggio è limitato. Questo accesso è ideale per chi arriva da San Vito Lo Capo o da Macari (10-15 minuti in auto).
Il accesso dal Baglio Cofano, si raggiunge in auto da Custonaci attraversando le cave di marmo. Da qui parte il sentiero per la vetta e ci si collega alla sella del promontorio a circa 250 metri di quota.
In auto da Palermo
Autostrada A29 in direzione Trapani, uscita Castellammare del Golfo, poi SS187 in direzione Trapani fino al bivio per San Vito Lo Capo e Custonaci. Tempo di percorrenza circa 1 ora e 15 minuti (circa 100 km).
In auto da Trapani
SS187 verso Valderice, poi SP16 verso Custonaci, oppure lungo il litorale Dante Alighieri fino a Bonagia e oltre sulla SP18 fino a Cornino. Circa 25-30 minuti.
Mezzi pubblici
Gli autobus AST collegano Trapani a Custonaci in circa 45 minuti, da dove si prosegue a piedi per circa 2 km fino all’ingresso ovest. Una buona alternativa è noleggiare un’auto a Trapani o all’aeroporto Birgi, oppure prenotare un’escursione organizzata.
Orari di apertura
Gli orari di apertura della riserva possono variare in base alla stagione e alle condizioni del territorio. Prima di organizzare la visita, il modo più affidabile per avere informazioni aggiornate è contattare direttamente la direzione al +39 0924 35108 o scrivere a info@riservazingaro.it.
Contatti utili:
- Direzione della Riserva: Via Salvo D’Acquisto 1, 91014 Castellammare del Golfo (TP)
- Telefono: +39 0924 35108
- Numero Verde: 800 116616
- Email: info@riservazingaro.it
Aggiornamento 2026: la riserva dopo l’incendio e quando riaprirà
Il 25-26 luglio 2025 un vasto incendio doloso, alimentato da venti di scirocco, ha devastato sia la Riserva di Monte Cofano che la vicina Riserva dello Zingaro, bruciando complessivamente circa 2.000 ettari tra i territori di San Vito Lo Capo, Custonaci e Castellammare del Golfo. Monte Cofano è stato completamente annerito dalla costa alla vetta, con distruzione totale della copertura vegetale, perdita di fauna, danneggiamento delle infrastrutture e compromissione dei preziosi endemismi botanici.
Le prime piogge autunnali del 2025 hanno provocato una frana nei pressi della Torre di San Giovanni, lungo il sentiero costiero, con crollo di massi che ha reso impraticabile una porzione del percorso. L’area è classificata con pericolosità idrogeologica elevata nel Piano di Assetto Idrogeologico regionale.
A gennaio 2026 la Regione Siciliana ha stanziato 400.000 euro per Monte Cofano destinati a prevenzione incendi, sicurezza dei visitatori, gestione del patrimonio forestale e ripristino delle infrastrutture. Sono stati avviati interventi di sistemazione dei sentieri e installazione di sensori antincendio.
A marzo 2026, il sindaco di Custonaci Fabrizio Fonte dichiarava che la riserva “potrebbe riaprire entro circa un mese”, ma solo in parte. Il direttore Pietro Miceli, in un’intervista coeva, affermava: “Monte Cofano spero possa riaprire in estate. È una situazione più complessa dello Zingaro, serve l’intervento di mezzi meccanici per rimuovere la parte franata.”
Ad aprile 2026, la Riserva di Monte Cofano resta ufficialmente chiusa al pubblico. La Riserva dello Zingaro è invece riaperta (solo dall’ingresso di Scopello, orario 7:00-19:00). Una riapertura parziale di Monte Cofano in estate 2026 resta possibile, ma alla data di stesura di questa guida non esistono conferme ufficiali. Verificare sempre lo stato aggiornato sui canali ufficiali prima di partire.
La natura, tuttavia, sta dando i primi segnali di ripresa: le palme nane hanno ricacciato nuove foglie dai tronchi anneriti e nuovi arbusti e piccole fioriture cominciano a ricomparire sul terreno carbonizzato.
I sentieri di Monte Cofano, dal periplo costiero alla conquista della vetta
I percorsi della riserva si articolano in tre itinerari principali, più il sentiero per la cima riservato agli escursionisti esperti.
Il periplo costiero (anello completo)
È il percorso classico e più frequentato. Lungo circa 8-9 km, con un dislivello di circa 250-300 metri concentrato nella risalita alla sella, richiede 3-4 ore di cammino effettivo (escluse le soste) ed è classificato come facile-medio (E). Il fondo alterna terra battuta, brevi tratti di sterrato e sezioni rocciose. Si può percorrere da qualunque dei tre accessi, ma il punto di partenza più gettonato è Cornino (ingresso ovest), procedendo in senso orario.
La prima tappa, da Cala Buguto alla Torre di San Giovanni (circa 30 minuti), segue la costa tra palme nane e grossi massi caduti dalla parete, con mucche e asini al pascolo libero. La seconda tappa, dalla torre al Passo della Zita (30-40 minuti), porta il sentiero in quota sopra le falesie: si costeggia la Cappella del Crocifisso, si sale verso la Grotta del Crocifisso (deviazione breve ma imperdibile), si supera la lapide marmorea votiva di San Nicola (datata 1750) e si raggiunge Punta del Saraceno prima del celebre Passo. La terza tappa scende verso la Tonnara di Cofano (20-30 minuti), dove la spiaggetta di ciottoli invita a un bagno. Dalla Tonnara il sentiero risale ripidamente verso la Sella a circa 250 metri (40-50 minuti), la sezione più impegnativa del periplo, dove si incontra il Gorgo Cofano, un laghetto carsico stagionale. Si passa accanto al Baglio Cofano e si gode del doppio panorama sui due golfi. L’ultima tappa ridiscende dolcemente a Cala Buguto (30 minuti) attraverso antiche terrazze in pietra.
La salita alla cima di Monte Cofano (659 m)
È riservata agli escursionisti esperti e non è raccomandata dalla direzione della riserva. Dal Baglio Cofano alla vetta si coprono circa 2 km con un dislivello di 400 metri, in circa 2,5 ore. Il sentiero, segnato con punti rossi sulle rocce, diventa progressivamente più ripido fino a un passaggio su parete rocciosa di 6-7 metri attrezzato con corda fissa. Non richiede capacità alpinistiche ma esige buona agilità, assenza di vertigini e scarponi da trekking adeguati. Dalla cima, il panorama a 360 gradi ripaga ogni fatica.
Il sentiero costiero di sola andata
Chi desidera un percorso più breve può optare per il sentiero costiero da Cornino alla Tonnara (o viceversa): circa 3-4 km, praticamente pianeggiante, percorribile in 1,5-2 ore e classificato come facile. Si torna poi sui propri passi.
Il Sentiero Scaletta
Sul versante est, è un antico sentiero di pastori che sale rapidamente verso la sella attraverso una macchia mediterranea rigogliosa. Di difficoltà moderata, offre un accesso più rapido alla parte alta della riserva ed è particolarmente suggestivo per la vegetazione.
Note pratiche sui sentieri:
I sentieri sono segnalati con apposita segnaletica. È disponibile una cartina scaricabile dal sito ufficiale della riserva. In estate il sole è implacabile, soprattutto sul sentiero costiero che offre pochissima ombra: si sconsiglia di percorrerlo nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 16). È obbligatorio indossare scarpe chiuse adatte al trekking: le calzature inadeguate (infradito, ciabatte, scarpe con zeppa) non sono ammesse all’ingresso. In caso di vento forte di scirocco, l’accesso alla riserva può essere sospeso per ragioni di sicurezza.
Flora e fauna, la biodiversità di Monte Cofano
Monte Cofano ospita circa 350 specie vegetali, di cui 19 endemiche che non esistono in nessun’altra parte del mondo. La formazione più caratteristica è la gariga a palma nana (Chamaerops humilis), localmente chiamata “giummara”, tra le più estese e meglio conservate di tutta la Sicilia: cresce in colonie fittissime alternandosi con le praterie di ampelodesma e la macchia mediterranea classica, con lentisco, mirto, terebinto, corbezzolo, rosmarino e timo. Il vero tesoro botanico sono gli endemismi esclusivi del promontorio: il cavolo di roccia (Brassica drepanensis), lo sparviere di Monte Cofano (Hieracium cophanense), il fiordaliso delle scogliere e l’erica sicula, di cui sopravvivono pochissimi esemplari in tutta la Sicilia. In primavera il promontorio si accende con almeno sei specie di orchidee selvatiche, tra cui l’orchidea di Robert e l’ofride a specchio.
Sul versante faunistico, il re incontrastato delle falesie è l’aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus), specie a forte rischio di estinzione in tutto il mondo, che qui nidifica stabilmente sulle pareti rocciose a strapiombo. Il falco pellegrino è residente stabile, affiancato da gheppio, poiana, corvo imperiale e numerosi rapaci notturni. L’avifauna conta oltre 50 specie nidificanti e il promontorio si trova su una rotta migratoria principale, con abbondanti avvistamenti in primavera e autunno. Tra i mammiferi sono presenti volpe, istrice, donnola e coniglio selvatico; tra i rettili spicca la lucertola siciliana (Podarcis wagleriana), endemica dell’isola. Nelle acque antistanti si avvistano frequentemente delfini e tartarughe marine Caretta caretta.
Le spiagge e le calette, dove fare il bagno a Monte Cofano
La costa di Monte Cofano alterna scogliere inaccessibili a piccole calette di straordinaria bellezza, raggiungibili a piedi dal sentiero costiero o in barca.
Spiaggia di Cornino (Cala Buguto)
Ai piedi dell’ingresso ovest, è il punto balneare più accessibile. Un misto di sabbia, ciottoli e roccia con acque cristalline e trasparenti, ottimo per lo snorkeling fin da riva. In estate vengono installate piattaforme in legno con lettini e ombrelloni a noleggio, un pontone galleggiante per i tuffi e un servizio bar. È perfetta per le famiglie e per un bagno dopo il trekking.
Cala Tono (o Tuono)
Ai piedi della Tonnara, è una spiaggetta di piccoli ciottoli e sassi accessibile solo a piedi o in barca. I colori dell’acqua sono caraibici e il fondale è ricco di pesci, crostacei e molluschi colorati. È generalmente riparata dai venti meridionali e rappresenta la sosta ideale a metà del periplo costiero.
Cala Bue Marino (Macari)
Appena fuori dalla riserva ma con Monte Cofano che domina la scena, Cala Bue Marino a Macari è probabilmente la cala più celebre della zona: una striscia di ciottoli bianchi incastonata alla base di una parete rocciosa, con acque di un azzurro intenso amplificato dal fondale chiaro. Legambiente l’ha premiata negli anni 2015-2016 come la spiaggia più bella d’Italia, e la serie RAI Màkari l’ha resa ancora più famosa. Si raggiunge da San Vito Lo Capo seguendo la strada costiera per Macari; in estate un trenino turistico collega il parcheggio alle calette.
Calette Agliareddi
Vicino all’ingresso est, sono due piccole insenature di ciottoli bianchi con acqua trasparente che diventa subito profonda. Intime e lontane dalla folla, sono ideali per chi cerca solitudine, ma richiedono attenzione per i bambini a causa del fondale che degrada rapidamente.
Cala Firriato
Lungo il sentiero costiero, è una gemma nascosta di ciottoli e scogli levigati con praterie di Posidonia oceanica visibili in trasparenza. Lo snorkeling qui è eccellente, con fondali vibranti e colorati.
Cala Mazzo di Sciacca
Più distante, vicino a Scopello, offre due piccole insenature di sabbia mista a ciottoli con un fondale che degrada dolcemente — perfetta per famiglie con bambini — e trasparenze da acquario.
Snorkeling e mare, fondali che non hanno nulla da invidiare ai tropici
Le acque di Monte Cofano sono tra le più trasparenti della Sicilia, con visibilità che nelle giornate calme supera i 15-20 metri. La qualità dell’acqua è certificata biologicamente dalla presenza dei trottoir a vermeti, formazioni calcaree costruite da molluschi che fungono da bioindicatori di eccellenza ambientale.
I punti migliori per lo snorkeling sono Cala Firriato, dove le praterie di Posidonia oceanica ospitano una ricca comunità di pesci e invertebrati; le Calette Agliareddi, con fondali rocciosi ricchi di flora e fauna marina visibile a pochi metri dalla riva; lo Scaru Zu Asparo, piccola baia rocciosa nascosta e intima; e la zona dello Scivolo presso l’ingresso ovest, dove oltre alla statua sommersa della Madonna si possono esplorare formazioni rocciose sommerse e piattaforme a vermeti. Anche la Spiaggia di Cornino offre ottimo snorkeling, con la transizione tra fondali sabbiosi e rocciosi che attira specie diverse.
Il periodo migliore va da aprile a ottobre, con le mezze stagioni preferibili per evitare la folla estiva. Le mattinate e i tardi pomeriggi offrono la luce migliore. Lo scirocco può rendere il mare agitato; le giornate di calma sono ideali. Da giugno a settembre è possibile incontrare meduse.
Visite in barca
Le escursioni in barca rappresentano il modo più spettacolare per ammirare Monte Cofano, raggiungendo calette inaccessibili via terra. Le partenze avvengono principalmente dal porto di San Vito Lo Capo, con diversi operatori.
L’itinerario classico verso Monte Cofano costeggia Calamancina, la spiaggia dell’Isulidda, Cala del Bue Marino, la Baia di Santa Margherita (prima sosta bagno), poi prosegue lungo la costa del promontorio toccando Scaru Brucia, la Chianca, Scaru Zu Asparo, Calazza, la Spiaggetta Agliareddi, fino alla Torre Tono, dove spesso viene servito l’aperitivo con pane cunzato e vino locale.
I prezzi variano da circa 40 euro per gli adulti e 30 euro per i bambini (5-11 anni, gratuito sotto i 4 anni) per le escursioni di mezza giornata (4-5 ore), fino a 450-500 euro per il noleggio privato di mezza giornata. Le escursioni includono generalmente attrezzatura da snorkeling, 2-3 soste bagno e aperitivo con prodotti siciliani. La stagione va da maggio a settembre.
Le grotte, un viaggio nel sottosuolo dalla preistoria a oggi
Monte Cofano è un formicaio di cavità naturali. La natura carsica del calcare ha generato un sistema di grotte straordinario, esplorato solo in parte.
Grotta del Crocifisso
Sul versante nord a circa 60 metri di quota, raggiungibile dal sentiero costiero tramite una scalinata scavata nella roccia. L’interno è un corridoio ogivale largo 6 metri e profondo 23, con depositi archeologici ancora intatti: strumenti litici in selce e resti di fauna del Paleolitico Superiore e Mesolitico, oltre a resti di Patella ferruginea, grande patella estinta che faceva parte della dieta degli antichi abitanti.
Grotte di Scurati e Grotta Mangiapane
Alla base meridionale del promontorio, la Grotta Mangiapane è una caverna di 60 metri di altezza e 70 di profondità dove la famiglia omonima costruì un piccolo villaggio di case in pietra nel 1819, abitato fino agli anni Cinquanta del Novecento. Oggi ospita il Presepe Vivente e un museo etnografico. La Grotta Buffa ha restituito oltre 500 strumenti litici. La Grotta Miceli conserva incisioni rupestri di oltre 20.000 anni, tra le testimonianze artistiche più antiche dell’area.
Grotta Perciata
Si trova a 120 metri di quota su una cresta rocciosa sopra la Tonnara. La sua cupola è maestosa: 15 metri di altezza, 20 di larghezza e 35 di profondità, con un’apertura nella volta che incornicia il cielo. Gli scavi del 2003, condotti dalla Soprintendenza di Trapani con le Università di Trento e Bologna, hanno portato alla luce depositi intatti del Paleolitico Superiore, un focolare preistorico, utensili in selce, ceramiche neolitiche, ceramiche greche a vernice nera, vasellame romano e ceramiche medievali di tradizione islamica e normanna. Due sentieri la raggiungono dalla Tonnara: uno più agevole (circa 500 m in salita), l’altro più ripido dal versante nord. Tempo di andata e ritorno circa 2 ore.
speleologiche
Nelle viscere del monte si aprono cavità accessibili solo agli speleologi: l’Abisso del Purgatorio (circa 200 m di profondità, accessibile da un pozzo verticale di 10 m), l’Abisso delle Gole (con concrezioni calcaree a forma di fungo nella “Saletta dei Funghi”) e la Grotta della Clava, scoperta per caso negli anni Cinquanta, con stalattiti e stalagmiti di cui una a forma di clava che le dà il nome.
Consigli pratici per la visita
Cosa portare a Monte Cofano
Almeno 1,5 litri d’acqua a persona (lungo i sentieri non ci sono fontane), pranzo a sacco con snack energetici, crema solare, cappello e occhiali da sole, giacca antivento o impermeabile leggera secondo la stagione, kit di primo soccorso minimo, sacchetti per i rifiuti, costume da bagno se si prevede di fare il bagno alle calette.
Abbigliamento consigliato
A strati, adatto a un terreno costiero di montagna. Le scarpe da trekking sono obbligatorie. Per il bagno, portare scarpette da scoglio. Un’app GPS con mappe offline è consigliata.
Sicurezza sui sentieri
Comunicare sempre il percorso previsto prima di partire. Il numero di emergenza è il 112. Attenzione ai ricci di mare quando si nuota presso le calette rocciose. Prestare attenzione ai cartelli di caduta massi. Evitare il sentiero per la vetta in luglio e agosto per il caldo estremo.
Quando visitare monte cofano
Visitare Monte Cofano in primavera (aprile-giugno)
La stagione d’oro: le orchidee e l’erica fioriscono, le temperature oscillano tra 15 e 25°C, la luce è perfetta per la fotografia e le folle estive non sono ancora arrivate. Il mare è balneabile da maggio.
Visitare Monte Cofano in estate (luglio-agosto)
Ideale per combinare mare e sentieri, ma le temperature possono superare i 35°C in luglio e agosto. Si consiglia di partire all’alba o nel tardo pomeriggio. Il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, a fine settembre, aggiunge un motivo in più per visitare la zona.
Visitare Monte Cofano in autunno (settembre-ottobre)
Temperature miti, meno turisti, luce dorata. L’autunno è un’altra finestra perfetta per il trekking e il birdwatching.
Visitare Monte Cofano in inverno (novembre-marzo)
Pur più fresco, il clima resta mite per gli standard continentali e offre la magia del Presepe Vivente alla Grotta Mangiapane (25-27 dicembre e 3-6 gennaio).
Accessibilità, con chi e per chi è adatto Monte Cofano
Monte Cofano con bambini
Il sentiero costiero è generalmente fattibile anche per le famiglie, ma con alcune avvertenze. Il terreno è irregolare e la lunghezza totale dell’anello (8-9 km, 3-4 ore) richiede resistenza anche ai bambini più grandicelli. Per famiglie con bambini piccoli (sotto i 5 anni), è più indicata la passeggiata breve da Cornino alla Torre di San Giovanni (circa 30 minuti per tratto). La Spiaggia di Cornino è specificamente adatta alle famiglie, con servizi, accesso facile e acque relativamente calme. La Grotta Mangiapane, raggiungibile in auto fino a Scurati, è un’attrazione eccellente per i bambini senza necessità di camminare.
Accessibilità per persone con mobilità ridotta
Per i visitatori anziani con buona mobilità, il primo tratto del sentiero costiero da Cornino è accessibile. L’anello completo e il terreno roccioso sono impegnativi per chi ha problemi di deambulazione. La Grotta Mangiapane, raggiungibile in auto, resta l’alternativa migliore. Il sentiero per la vetta è inadatto a bambini, persone con vertigini o escursionisti inesperti.
Cosa fare e cosa non fare: le regole della riserva
La Riserva di Monte Cofano è un’area protetta e il suo regolamento va rispettato scrupolosamente. La maggior parte delle regole ha lo scopo di preservare un ecosistema che ha impiegato millenni a formarsi e che rimane vulnerabile.
Sicurezza e numeri utili
Per il soccorso alpino, il numero 112 attiva automaticamente il servizio competente. Nelle aree con segnale telefonico scarso, un fischietto e il conoscere la propria posizione GPS (anche offline) possono essere fondamentali.
Informazioni utili
Prima di entrare: verificare le previsioni meteo. In caso di allerta vento scirocco, la riserva può essere chiusa. Indossare calzature adeguate. Portare acqua sufficiente.
Durante la visita: non avventurarsi fuori dai sentieri segnalati. Non raccogliere piante o minerali. Non lasciare rifiuti. Conservare il biglietto.
Contatti utili
Direzione Monte Cofano
Telefono: +39 0924 35108
Numero Verde: 800 116616
Email: info@riservazingaro.it
Nucleo di Vigilanza: +39 0924 35093
Sito ufficiale: www.riservazingaro.it
In caso di emergenza:
- Numero Unico di Emergenza: 112
- Nucleo di Vigilanza della Riserva: +39 0924 35093
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